Sabato, 21 Ottobre 2017

Ecco perché si celebra il primo di Aprile facendo scherzi

Sebbene non ci sia certezza sulle radici storiche del Pesce D'Aprile è comunque possibile avanzare delle ipotesi su come abbia avuto inizio l'usanza di giocare scherzi a parenti ed amici il primo giorno del mese di Aprile.

Gli antichi romani ed il loro festival di HILARIA. I romani celebravano dal 25 Marzo fino alle successive Calende (Il primo di aprile, appunto) il festival di Hilaria in onore della Dea Cibele, madre di tutti gli Dei. La particolarità di questo giorno di festa era il permesso di dare vita a qualsiasi forma di scherzo o gioco, con la predilezione per il mascheramento. In questi giorni era permesso al popolo di mascherarsi e di assumere l'identità e l'aspetto di chiunque, persino di appartenenti ad alte cariche pubbliche. 

Quella volta che il Papa ci stava per rimettere le penne. Si racconta che il Beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, avrebbe salvato la vita a Papa Benedetto XII che stava soffocando a causa di una spina di pesce incastrata in gola, liberandola. Da allora, il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce. Bel modo di ricambiare un favore!

I francesi ed il loro calendario. Nel 1582, la Francia rispettando il decreto dettato da Papa Gregorio XIII, come tutti i paesi europei, passa dall'utilizzo del calendario Giuliano a quello Gregoriano. Con il nuovo sitema, l'anno comincia il primo di Gennaio, da che era il primo di Aprile. Si ritiene che però non tutti però furono raggiunti dalla notizia e quindi continuassero a festeggiare il nuovo anno il primo di aprile. Questi malcapitati venivano quindi derisi dalla gente, che usava attaccare dietro la loro schiena un pesce di carta: il pesce d'aprile. Il pesce era a simboleggiare l'ingenuità di tali soggetti che era paragonata a quella di un pesce che abbocca all'amo.

DI TENDENZA:

psfooter

PareStrano.it raccoglie le notizie più strane ed incredibili da tutto il mondo. Seleziona e racconta i fatti accaduti senza naturalmente investigare sul posto.

Seguici Sui Social