Cronaca

La vita nell’era Vittoriana

La vita nell'era Vittoriana

L’era vittoriana fu quella del regno della regina Vittoria del Regno Unito, a partire dalla sua incoronazione nel 1837 fino alla sua morte nel 1901. Sebbene durante questa epoca siano accadute molte cose meravigliose, come la rivoluzione industriale e le grandi riforme sociali, la vita, nell’era Vittoriana poteva essere decisamente bizzarra.

Un’eccessiva passione per la Tassidermia

Tra i più famosi tassidermisti vittoriani come non citare Walter Potter. Walter aveva una particolare predilezione per tutti gli animaletti carini e coccolosi, ma con l’estro di dubbio gusto per creazione di scene di vita quotidiana utilizzando i loro cadaveri. La più famosa opera di Walter Potter è “The Kittens’ Wedding

The Kittens’ Wedding

“Il matrimonio dei gattini” (“The Kittens’ Wedding”) è un diorama creato dal tassidermista britannico Walter Potter nel XIX secolo. Potter era famoso per le sue scene elaborate che presentavano animali imbalsamati sistemati in situazioni e attività simili a quelle umane. The Kittens’ Wedding mostra un gruppo di gattini vestiti in abiti vittoriani elaborati mentre partecipano ad un matrimonio. Quest’opera, come molte di Potter, mostra la sua caratteristica miscela di artigianato ed eccentricità, catturando il pubblico con i suoi dettagli intricati e la rappresentazione immaginativa della vita animale nei ruoli sociali umani. Purtroppo le opere di Walter Potter sono andate perdute.

Accattivanti Maschere di Bellezza nell’epoca Vittoriana

La “Toilet Mask” vittoriana, la maschera per il viso dell’epoca, era un accessorio utilizzato per scopi di bellezza e cura della pelle. Queste maschere erano pensate per essere indossate durante la notte o comunque per periodi prolungati in casa. Lo scopo di queste maschere di bellezza era quello di preservare la giovinezza della pelle, ridurre le rughe, o trattare problemi specifici della pelle come macchie o discromie.

Le maschere erano realizzate in materiali come il velluto, il tessuto, o anche in gomma. Le “Toilet Mask”, conosciute anche con i nomi di “Face Gloves” o “Beauty Masks” potevano anche essere imbevute di sostanze trattanti o contenere speciali impacchi applicati sotto di esse. Alcune erano dotate di lacci o cinghie per tenere la maschera ben salda in posizione durante l’uso.

L’idea alla base di questi trattamenti era quella di isolare la pelle, consentendo ai principi attivi delle lozioni o delle creme applicate di agire in manieras più efficace, oppure di esercitare una leggera pressione sulla pelle così da lisciare le rughe.

L’aspetto contava eccome

Queste pratiche riflettono ampiamente l’interesse dell’epoca per la cura personale e la bellezza, ma anche la disponibilità di nuovi prodotti e metodi per la cura della pelle, in un’epoca in cui l’industria cosmetica era ancora nelle sue fasi iniziali di sviluppo. Tuttavia, è importante notare che le conoscenze e le pratiche relative alla dermatologia e alla cosmetologia erano molto diverse rispetto agli standard odierni, e alcuni dei metodi utilizzati potrebbero non essere considerati sicuri o efficaci oggigiorno.

Le donne vittoriane prendevano l’arsenico per mantenere la pelle pallida.

Oggi è l’abbronzatura ad essere considerata bella. Questa tendenza non poteva essere più distante da quelle in voga nell’epoca vittoriana.

Le donne in epoca vittoriana sgranocchiavano dei salutari wafer di gesso mescolati con arsenico per apparire il alla moda possibile mentre erano ancora fuori dalla bara.

Di natura altamente tossica e in grado di creare dipendenza, questo improponibile mix rendeva la pelle del consumatore in una bella tonalità di bianco.

Durante l’epoca vittoriana (ma anche prima) alcune pratiche di bellezza includevano l’uso di sostanze estremamente nocive per ottenere un aspetto estetico desiderato, come una pelle eccezionalmente pallida, che era considerata un segno di nobiltà e raffinatezza. L’arsenico, insieme al gesso e ad altri composti, veniva talvolta utilizzato in prodotti di bellezza per ottenere questo effetto.

Come Funzionava

L’arsenico, quando ingerito in piccole dosi o applicato sulla pelle, può causare una pallidezza temporanea riducendo la produzione di globuli rossi, dato che è un veleno che influisce sulle funzioni corporee. I wafer o compresse di arsenico, che potevano anche contenere gesso come ingrediente per diluire o per la sua texture, erano pubblicizzati come prodotti di bellezza che avrebbero conferito alla pelle una tonalità più chiara e luminosa.

Ingestione

L’arsenico era utilizzato in entrambi i modi durante l’epoca vittoriana: sia ingerito in piccole dosi sotto forma di pillole o wafer, sia applicato esternamente sulla pelle in lozioni o polveri. L’ingestione di arsenico, spesso sotto forma di cosiddetti “wafer di bellezza” contenenti arsenico, era praticata per ottenere una pelle pallida e apparentemente più pura, che era considerata un ideale di bellezza dell’epoca. Questa pratica era estremamente pericolosa, poiché l’arsenico è un veleno potente che può causare avvelenamento, danni agli organi interni e, a lungo termine, anche la morte.

Applicazione topica

L’applicazione topica di arsenico sulla pelle era anch’essa praticata per rendere la pelle più chiara e per eliminare presunte imperfezioni. Anche in questo caso, l’uso di arsenico presentava gravi rischi per la salute, compresi danni cutanei e potenziali effetti tossici sistemici, soprattutto se l’arsenico era utilizzato regolarmente o in grandi quantità.

Nonostante la sua tossicità, l’uso dell’arsenico in cosmetici e prodotti di bellezza continuò fino a quando la crescente consapevolezza dei suoi pericoli portò a un maggiore controllo e alla fine alla cessazione di queste pratiche. Oggi, l’uso dell’arsenico in qualsiasi prodotto cosmetico o di bellezza è strettamente proibito in molte parti del mondo.

Tutti in posa con il morto

Non stiamo parlando di scattare dei selfie accanto a una bara aperta, cosa che possiamo solo immaginare che alcune persone facciano oggi. Le famiglie vittoriane vestivano i loro defunti con gli abiti buoni e li mettevano in posa come meglio potevano prima di scattare fotografie con loro.

La Fotografia Post-Mortem

La fotografia post-mortem durante l’epoca vittoriana era una pratica diffusa motivata dalla volontà di mantenere un legame visivo con i propri cari anche dopo la loro morte, in un periodo in cui il tasso di mortalità era elevato a causa di malattie e mancanza di accesso a cure mediche efficaci.

Queste fotografie offrivano alle famiglie un modo per commemorare e ricordare i defunti spesso rappresentando l’unico ricordo visivo del defunto. Soprattutto quando si trattava di bambini e neonati, le foto venivano scattate con grande cura posizionando il defunto in modo che sembrasse dormire o inserendolo in scene familiari insieme ai membri della famiglia ancora in vita.

Questo tipo di fotografia diventò un importante rituale del lutto, consentendo alle famiglie di elaborare il loro dolore e di avere un supporto tangibile del ricordo dei loro cari.

Il mondo della medicina all’epoca stava facendo passi da gigante, ma questi progressi avevano bisogno soprattutto di una cosa: cadaveri, e più freschi erano, meglio era.

Ladri di cadaveri

Conosciuti come ladri di cadaveri, i ladri di tombe aspettavano che le famiglie lasciassero il cimitero per poi cominciare a scavare prima che la putrefazione iniziasse. I medici pagavano fior di quattrini per i cadaveri più freschi per far pratica e aumentare le loro conoscenze anatomiche.

Durante il XVIII e il XIX secolo, vi era una crescente domanda di cadaveri per studi anatomici e per la formazione medica nelle università. Tuttavia, le leggi dell’epoca rendevano molto difficile ottenere legalmente corpi per la dissezione, limitando per lo più la fornitura a quelli dei condannati a morte, che erano tuttavia insufficienti a soddisfare le esigenze dell’istruzione medica.

Un vero e proprio mercato nero di corpi

Di conseguenza, si creò un mercato nero di cadaveri, e i ladri di tombe (spesso chiamati anche “resurrectionists” o risuscitatori) cominciarono a esumare segretamente i corpi dai cimiteri per venderli a medici e anatomisti. Questi ladri operavano di notte, utilizzando strumenti specifici per ridurre al minimo i danni ai corpi e per scavare in modo efficiente. I cadaveri più freschi erano particolarmente preziosi perché più adatti per lo studio anatomico e la dissezione, dato che la decomposizione rendeva più difficile l’apprendimento dettagliato delle strutture corporee.

Donne con l’uccello in testa

E no. Non è quello che pensate voi, simpatici pervertiti dalla battuta scontata. La tassidermia non era solo per Walter Potter e i suoi fan, poiché le donne di tutta Europa e degli Stati Uniti indossavano cappelli con uccelli imbalsamati decisamente orrendi in equilibrio sulla loro testa.

Apparentemente, infilare una piuma nel cappello non era abbastanza per la fashionista vittoriana. La domanda era così eccessiva che un ambientalista stimò che ben 67 specie di uccelli fossero a rischio di estinzione a causa di questa terribile tendenza.

Questa tendenza, (che consisteva nell’indossare cappelli ornati con interi uccelli imbalsamati o con parti di essi, come piume o teste) non si limitava solo a Walter Potter e alla sua arte della tassidermia ma era piuttosto un fenomeno di moda ampio che coinvolgeva donne in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Uccello uguale Eleganza

L’uso di piume e di interi uccelli nei cappelli era considerato all’epoca un simbolo di eleganza e status sociale. Tuttavia, la popolarità di questi accessori portò a una caccia indiscriminata di uccelli, causando un impatto devastante su molte specie. La caccia veniva effettuata per soddisfare la domanda crescente del mercato della moda, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di alcuni uccelli.

Questa tendenza della moda vittoriana ha avuto un impatto significativo non solo sulla società e sulla cultura dell’epoca ma anche sull’evoluzione delle norme ambientali dato che presto furono varate leggi a protezione degli uccelli.

Gli inglesi vittoriani organizzavano feste in cui le mummie venivano sbendate

Qualunque membro della società vittoriana che si rispetti non avrebbe oserebbe fare un viaggio in Egitto senza tornare con una mummia come souvenir. Al loro ritorno, le persone organizzavano nelle quali sbendavano i resti mummificati affinché gli ospiti potessero guardarli a bocca aperta.

Durante l’epoca vittoriana, c’era una vera e propria fascinazione per l’antico Egitto e tutto ciò che era esotico. Il fenomeno noto come “egittomania“. Questa ossessione era in parte alimentata dai progressi nell’archeologia e dalle numerose scoperte fatte in Egitto durante quel periodo. I viaggiatori britannici, in particolare, erano noti per il loro interesse verso gli antichi reperti egizi, e le mummie divennero effettivamente oggetti da collezione molto ricercati.

Gli Unwrapping Parties

Il ritorno da un viaggio in Egitto con una mummia era considerato un segno di status e di raffinatezza, e possedere tali antichità era un modo per dimostrare la propria ricchezza e cultura. Non era raro che coloro che potevano permetterselo organizzassero delle “unwrapping parties” (feste di srotolamento), durante le quali una mummia veniva disfatta davanti a un pubblico invitato per l’occasione. Questi eventi erano socialmente prestigiosi e offrivano agli ospiti l’opportunità di assistere a qualcosa di insolito e macabro, per i canoni dell’epoca.

Gnomi da giardino molto particolari

Gli gnomi da giardino sono già qualcosa di piuttosto strano, soprattutto quando le persone ne hanno vaste collezioni in bella mostra nei giardini. La vita nell’era Vittoriana poteva essere tanto bislacca da permettere ai ricchi (e un po’ pazzi), dell’epoca di tenere delle anziane persone in giardino, come una sorta di animale domestico.

A questi ornamenti viventi era spesso proibito pulirsi e vivevano negli angoli e nelle fessure dei ricchi giardini vittoriani. Nella maggior parte dei casi non era loro nemmeno permesso di parlare

Gli Ornamenti Viventi? Una Leggenda Metropolitana di epoca vittoriana

La narrazione sugli “ornamenti viventi” o l’idea che le persone ricche dell’epoca vittoriana tenessero anziane persone nei loro giardini come una sorta di animale domestico è tutttavia più un mito o una leggenda urbana che un fatto storico accertato. Mentre l’epoca vittoriana è nota per le sue eccentricità sociali e culturali, nonché per le sue pratiche di classificazione e esposizione di persone in contesti come i freak show, l’idea specifica di “ornamenti umani” nei giardini non ha basi documentate solidamente nella storia.

È importante distinguere tra le vere pratiche culturali e sociali documentate dell’epoca vittoriana e le storie che possono essere state esagerate o inventate per intrattenimento o per riflettere retrospettivamente sulla stranezza percepita delle norme sociali passate. L’epoca vittoriana fu sicuramente un periodo di grande contrasto sociale, di curiosità per il mondo naturale e di collezionismo, ma anche di inizio sensibilizzazione verso questioni di etica e diritti umani. Le narrazioni esagerate su pratiche come tenere persone anziane come “ornamenti viventi” nei giardini non rappresentano accuratamente la realtà storica di quel periodo.

Stravaganti Cartoline di Natale di Epoca Vittoriana

Le cartoline di Natale furono inventate durante l’era vittoriana e, sebbene alcune siano abbastanza simili a quelle che vediamo oggi, le altre erano decisamente più strane e inquietanti.

Perché inviare un biglietto di Babbo Natale dall’aspetto allegro quando potresti inviare ai tuoi cari un biglietto con insetti o rane antropomorfizzati sopra?

Durante l’era vittoriana, l’immaginario natalizio non era così rigidamente definito come lo è oggi, il che ha portato a una maggiore varietà di soggetti raffigurati sulle cartoline. Oltre alle scene tradizionali di festività, famiglia e religiosità, alcune cartoline di Natale vittoriane presentavano effettivamente disegni piuttosto bizzarri e a volte macabri, inclusi animali e insetti antropomorfizzati.

Esempi di Cartoline Natalizie Vittoriane Insolite:

  • Rane Antropomorfizzate: Cartoline con rane vestite in abiti umani, spesso raffigurate in scene di vita quotidiana o addirittura in duelli con spade.
  • Insetti: Illustrazioni di insetti con caratteristiche umane, a volte impegnati in attività festive o accompagnati da auguri natalizi.
  • Scene Macabre: Alcune cartoline presentavano scene che oggi potremmo trovare macabre o inquietanti, come personaggi in situazioni pericolose o addirittura morte simboliche.

Queste scelte di design riflettevano l’umorismo e le tendenze culturali dell’epoca, oltre alla fascinazione vittoriana per il naturale, il macabro e l’esotico. Era comune che le cartoline di Natale servissero anche come veicoli per giochi di parole, enigmi e altre forme di intrattenimento letterario.

Non ho fame

Persino Charles Darwin, l’artefice della teoria dell’evoluzione, era un appassionato mangiatore di qualsiasi cosa esotica. Alcuni club specializzati, come l’Ichthyophagous Club, cenavano con le creature marine più strane che riuscivano a trovare. Altri, come il Glutton Club (di cui Darwin era membro), sembravano non preoccuparsi di cosa stavano mangiando purché si trattasse di una nuova esperienza.

Un aspetto culinario che riflette La vita nell’era Vittoriana

La tendenza vittoriana a esplorare cibi esotici può essere vista come parte della più ampia fascinazione dell’epoca per l’esotico e l’ignoto, stimolata dalle esplorazioni geografiche, dalla crescita dell’impero britannico e dall’interesse per la scienza naturale. Questo interesse si estendeva oltre la mera alimentazione, abbracciando la cultura, l’arte e, naturalmente, la gastronomia. La curiosità per cibi insoliti era sia un segno di prestigio che una manifestazione della sete di conoscenza caratteristica dell’epoca.

Esempi di Cibi Esotici e Pratiche

  • Carne di animali insoliti: Come accennato, Charles Darwin e i membri del Glutton Club a Cambridge consumavano piatti preparati con animali non comuni, come uccelli rari e mammiferi esotici. Questo desiderio di sperimentare si estendeva a varie parti del mondo colonizzato, dove gli europei incontravano e talvolta adottavano le diete locali, che includevano specie di animali e piante sconosciute in Europa.
  • Frutti e spezie esotiche: L’espansione degli imperi coloniali rese disponibili in Europa frutti, spezie e altri ingredienti precedentemente sconosciuti o di difficile accesso. Prodotti come il mango, il papaya, e spezie come il curry divennero popolari tra la classe alta vittoriana, simboli di lusso e raffinatezza.
  • Ichthyophagous Club: Sebbene meno noto del Glutton Club di Darwin, altri club simili, come l’Ichthyophagous Club, si concentravano su alimenti specifici, in questo caso creature marine esotiche. Questi club cercavano di scoprire e gustare la più ampia varietà possibile di vita marina, spesso importando specie da lontano per le loro cene.
  • Influenze culinarie internazionali: L’era vittoriana vide anche un aumento dell’interesse per le cucine di altre culture, con la comparsa dei primi ristoranti indiani e cinesi in Gran Bretagna, che offrivano ai britannici la possibilità di esplorare sapori completamente nuovi.