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Calendario etiope: oggi, in Etiopia, corre l’anno 2015.

Calendario Etiope

A causa del suo strano calendario, in Etiopia, al momento della redazione di questo articolo (2023) corre l’anno 2015.

In Etiopia il tempo viene misurato in maniera differente

La maggior parte di noi è abituata ad usare il calendario gregoriano caratterizzato dai suoi 12 mesi della durata che può variare dai 28 ai 31 giorni ciascuno. Siamo abituati a scandire il tempo basandoci sulle quattro stagioni e il nostro nuovo anno arriva puntualmente ogni primo gennaio.

Non in Etiopia

Secondo il calendario etiope (noto anche come calendario Ge’ez o Geez ) un anno è composto da 365 giorni, sei ore, due minuti e 24 secondi. Ciò equivale a 13 mesi, 12 dei quali hanno esattamente 30 giorni ciascuno. Il tredicesimo mese (chiamato pagume – dal greco epagomene – che significa “giorni dimenticati quando si calcola un anno”) conta soltanto cinque o sei giorni. Una volta ogni quattro anni, le sei ore di ogni anno si sommano e diventano 24 ore. Così si viene a formare un giorno in un anno bisestile. Il sesto giorno prende il nome di rena mealt. Analogamente, una volta ogni 600 anni, quei due minuti e 24 secondi si sommano a formare un giorno intero che diventano un settimo giorno. Gli etiopi chiamano questo raro settimo giorno con il nome di rena lelit

Una Giornata di 12 Ore

Al contrario ti tutti gli altri paesi del mondo, che hanno una giornata di 24 ore, l’Etiopia possiede un sistema orario basato sulle 12 ore.

il calendario etiope è indietro di sette anni e otto mesi rispetto al calendario occidentale. In Etiopia è il 2015

Ricapitolando, la prima cosa da capire è che l’Etiopia ha 13 mesi ognuno dei quali della durata 30 giorni. Tutti tranne l’ultimo, che ha di norma 5 giorni, o 6 giorni durante un anno bisestile. Quando per noi occidentali era l’11 settembre (noto anche come Meskerem , “un dono di gioielli”, il capodanno dell’Etiopia) sul calendario gregoriano, In Etiopia era invece il primo giorno del primo mese dell’anno. Dato che i primi 12 mesi nel calendario etiope hanno sempre 30 giorni, mentre nel calendario gregoriano la durata dei mesi varia tra i 28 e 31 giorni si crea una differenza nella data.

Febbraio, sul calendario gregoriano è il secondo mese dell’anno, ma sul calendario etiopico è il sesto mese. Marzo per noi sarà il terzo mese ma per il calendario etiope sarà invece il settimo.

Due Cicli da 12 Ore

La luce del giorno è la chiave per capire come l’Etiopia tiene il tempo. Poiché il paese si trova a circa 15 gradi nord dell’equatore, la durata dei giorni rimane piuttosto costante durante tutto l’anno.

Il “primo cliclo” del giorno – IL CICLO DIURNO

In più, mentre la maggior parte del mondo inizia il nuovo giorno a mezzanotte, l’Etiopia inizia il nuovo giorno all’alba. Il sorgere del sole, in Etiopia è alle nostre 6.00 del mattino ma per gli etiopi sono le 12.00 del mattino. Le nostre 7 corrispondono all’1 del mattino, le 8 alle 2 eccetera. Se per noi mezzogiorno è alle 12, l’orologio etiope segnerà invece le 6.

Il “secondo ciclo” del giorno – IL CICLO NOTTURNO

Il tramonto è fissato alle 18.00 ma in Etiopia sono le 12 di sera. Se volessimo incontrarci alle 20.00, quindi ci daremmo appuntamento alle 2 del pomeriggio. Se non siete già abbastanza confusi, inserite in tutto questo i vari fusi orari.

Perché il calendario etiope è così differente?

In breve, il calendario etiope si basa sull’antico calendario copto che è indietro di sette anni e otto mesi rispetto al calendario gregoriano, a causa di calcoli differenti nel computo della data di nascita di Gesù . Il calendario inizia a contare i giorni dal 7 aC in poi, mentre altri calendari iniziano con la nascita di Gesù l’1 dC. La Chiesa cattolica romana ha fortemente influenzato molti paesi che usano il calendario gregoriano, ma l’Etiopia non fu mai colonizzata e cacciò tutti i missionari.

In Etiopia si usa quindi principalmente il calendario Ge’ez ma, in caso di interazioni con il resto del mondo, si usa il calendario gregoriano.

Altre Stranezze

Anche in Europa c’è una stranezza. Ne abbiamo parlato in questo articolo