Giovedì, 21 Settembre 2017

Troppo ottimisti? Potreste essere malati. E non dite di no ...

Quando è troppo, è troppo. Se riuscite a trovare un lato positivo in tutto, ma proprio in tutto allora dovreste rivolgervi da uno psichiatra. Pollyanna è un personaggio che nasce dalla fantasia di Eleanor Hodgman Porter nel 1913. Protagonista una bambina che nonostante le millemila avversità che la vita le riserva (persino una momentanea paralisi alle gambe) riesce sempre ad essere ottimista e speranzosa del futuro. 

La psicologia cognitiva classifica questa sindrome con il nome meno poetico di Ottimismo Idiota. La Sindrome di Pollyanna, quindi, consiste nell'avere della vita, una visione esclusivamente positiva, che porta un soggetto che ne fosse affetto a trascurare completamente gli avvenimenti negativi per ricordare solo quelli positivi e, soprattutto, riuscire a vedere aspetti positivi anche in eventi negativi.

Cosa c'è di male in tutto questo? Che anche gli avventimenti negativi, nella vita, hanno la loro utilità. Il superamento delle avversità e la metabolizzazione delle negatività sono aspetti fondamentali per una corretta formazione della propria personalità. Chi è affetto dalla Sindrome di Pollyanna, invece, seleziona solo e soltanto ciò che di buono è capitato, trascurando tutto il resto. Come asserisce la Dottoressa Denebola Ammatuna

« Il vero benessere si acquisisce dalla capacità di saper valutare realisticamente e non illusoriamente le proprie condizioni, sapendole quindi accettare e fronteggiare, con la consapevolezza che alle volte, ma non sempre, è utile vedere il bicchiere mezzo pieno. »

 

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