Lunedì, 20 Novembre 2017

Da Una Storia Vera: Toxic Lady. Il suo sangue avvelenò medici ed infermieri.

La storia di Gloria Ramirez (11 Gennaio, 1963 – 19 Febbraio, 1994) fù ripresa dal piccolo schermo più volte. X-Flies, Investigations Discovery, Gray's Anathomy, e Law and Order e l'anime "Memories" dedicarono alla vicenda un episodio.

 

 


 

I FATTI. La sera del 19 Febbraio 1994, una donna fu trasportata d'urgenza al pronto soccorso del Riverside General Hospital di Hudston. Si trattava di Gloria Ramirez, una paziente affetta da cancro all'utero. La donna era in stato confusionale e presentava tachicardia e difficoltà respiratorie. Subito le furono sommisitrati dei sedativi ma la paziente non rispondeva alla terapia e presto fu necessario defibrillarla.

UNA STRANA SOSTANZA. Al momento di applicare le piastre sul petto di Gloria Ramirez, i medici notarono che il suo corpo era ricoperto da una sostanza luccicante ed oleosa. Contemporaneamente, i dottori avvertirono un forte odore simile all'aglio provenire, pensarono, dalla bocca della paziente.

I PRIMI MALORI. Subito dopo l'infermiera Susan Kane durante un prelievo di sangue avvertì un odore di ammoniaca provenire dalla siringa. Susan passò il campione di sangue alla dottoressa Julie Gorchynski che subito notò delle scaglie color marrone fluttuare nel sangue. A quel punto l'infermiera Kane svenne e fu accompagnata fuori dal reparto.

FUORI ANCHE LA DOTTORESSA GORCHYNSKI. Non passò troppo tempo che anche la dottoressa Gorchynski cominciò a non sentirsi troppo bene. Lamentava capogiri e annebbiamento della vista, così uscì dal reparto di terapia intensiva per sedersi al tavolo delle infermiere. Quando le fu chiesto se si sentisse bene, svenne.

L'EVAQUAZIONE DEL REPARTO. Quando anche un terzo membro dello staff di emergenta, l'anestesista Maureen Welch fu costretto ad uscire, fu presa la decisione di evaquare l'intero reparto. Tutti i pazienti furono trasportati all'aperto, nel parcheggio dell'ospedale. All'interno rimase solo un ridottissimo staff di medici, il minimo per garantire assistenza.

LA MORTE DI GLORIA RAMIREZ. Poco più tardi Gloria Ramirez fu dichiarata morta a causa di una insufficienza renale causata dal cancro all'utero.

LE INDAGINI. A dirigere le indagini, ordinate dal Giudice, furono due scienziati Ana Maria Osorio e Kirsten Waller. Lavorarono a stretto contatto con le 34 persone che erano di turno quella sera in ospedale e proposero loro un questionario Standard. Il risultato fu che tutti i soggetti che sono entrati in contatto con le boccette di sangue della Ramirez ebbero problemi respiratori, capogiri e spasmi muscolari. Niente invece lasciava presupporre che si fossero sviluppati fumi nocivi. Furono più donne che uomini a risentire di questi problemi e tutte le analisi del sangue dopo questi eventi non presentavano irregolarità.

SPIEGAZIONI SCIENTIFICHE. La dottoressa Julie Gorchynski, impaziente di dimostrare alla pubblica opinione che gli avvenimenti non furono un caso di isteria di massa, fece causa al Riverside General Hospital, ingaggiando il Lawrence Livermore National Laboratory per svolgere analisi dettagliate. 

UN CORPO UNTO E LUCCICANTE. Il Laboratorio ha scoperto che Gloria Ramirez faceva uso di Dimetilsolfossido, un potente sgrassatore che viene usato anche come "rimedio casalingo" per il dolore. Nei negozi di ferramenta è in vendita sotto forma di gel e chi ne fa uso sostiene abbia un sapore che ricorda quello dell'aglio. Il blocco renale di cui soffriva la Signora Ramirez, avrebbe impedito alle urine di espellere questo gel, che sarebbe quindi "salito in superficie" con il sudore. Questo spiegherebbe l'aspetto unto e lucente del corpo di Miss Gloria Ramirez.

SCAGLIE NEL SANGUE. L'ossigeno somministrato dallo staff medico avrebbe reagito chimicamente con il Dimetilsolfossido che a temperatura ambiente cristallizza. Infatti sono stati visti dei cristalli fluttuare in alcuni campioni di sangue prelevati da Gloria Ramirez.

FUMI TOSSICI? Non è mai stata chiarita quale fosse la vera causa dell'intossicazione dei membri dello staff medico. Il Lawrence Livermore National Laboratory ipotizza che i cristalli derivanti dal Dimetilsolfossido (quindi già dopo una prima "trasformazione") a causa delle scariche elettriche del defibrillatore abbiano subito una ulteriore reazione chimica che ha sprigionato un gas molto velenoso, il Dimetilsolfossido solfato. Altre teorie invece vogliono che un gas velenoso si possa essere sprigionato dall'urina della paziente in un contenitore con residui di candeggina.

Su quest'ultima teoria è tornato Grant del Livermore National Laboratory, dichiarandola incompatibile con quello che successe quella notte in Pronto Soccorso.

 

 

 

 

 

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