Giovedì, 21 Settembre 2017

DA UNA STORIA VERA: L'Esorcismo di Emily Rose

Inauguriamo oggi la nuova rubrica "Da Una Storia Vera" con il film L'Esorcismo di Emily Rose. Pubblicizzato come "Storia vera", il film si ispira fortemente ai fatti accaduti IN GERMANIA ad Anneliese Michel, il vero nome di Emily Rose.

 

 

Oltre che il più famoso "L'Esorcismo di Emily Rose", i fatti accaduti ad Anneliese Michel (1952/1976), hanno ispirato anche un film del 2006: "Requiem", un film tedesco ambientato nella Germania dell'Est nei primi anni '70.

Anneliese Michel nasce il 21 settembre del 1952 in una famiglia estremamente cattolica, di conseguenza cresce con una impostazione molto religiosa e frequenta la Santa Messa due volte a settimana.

I primi sintomi di quella che, secondo i suoi genitori, doveva trattarsi di una possessione demoniaca cominciarono a manifestarsi durante l'adolescenza: improvvise paralisi degli arti ed afasia. A sedici anni le venne diagnosticata quindi una epilessia del lobo temporale, che ebbe come ulteriore conseguenza anche la depressione. Inevitabile fu il ricovero in un ospedale psichiatrico, in seguito ad una ennesima crisi convulsiva. Qui fu trattata inizialmente con farmaci anti-epilettici ed in seguito con Clorpromazina per il trattamento di psicosi e schizoferia. Durante il suo ricovero presso l'ospedale psichiatrico, Anneliese sosteneva di vedere volti demoniaci più volte al giorno e di sentire voci che le dicevano di essere "dannata" e che sarebbe bruciata all'Inferno. Non trovando alcun sollievo dal trattamento medico, ed essendo fervente cristiana, cominciò a sostenere che il suo male fosse dovuto ad una possessione demoniaca. Nonostante i suoi problemi di salute, nel 1973, Anneliese si diploma e successivamente si iscrive all'Università di Würzburg, dove i suoi compagni di classe la definirono "riservata e molto religiosa". 

Durante un pellegrinaggio presso luoghi Sacri non ufficalmente riconosciuti dalla Chiesa come la Basilica di San Damiano, in Italia, ebbe dei comportamenti violenti e di rifiuto alla vista di oggetti religiosi (Teofobia-Zeusofobia) tanto che anche i suoi accompagnatori paventarono la possibilità di una possessione.

Decisi ad avere un esorcismo, Anneliese e la sua famiglia si rivolgono al Vescovo che inizialmente rifiuta di intervenire.Anneliese comincia a manifestare comportamenti violenti, a bere la sua stessa urina ed a mangiare insetti. Le vengono quindi somministrati nuovi farmaci anti-epliettici e stabilizzanti dell'umore, ma il prete locale, Ernst Alt, dichiarò di non aver visto segni di epilessia in lei, bensì di una evidente possessione demoniaca. 

In seguito a nuova richiesta, nel settembre del 1975 l'Arcivescovo autorizzò l'esorcismo ma questo doveva essere svolto in segreto. Tra il 1975 ed il 1976 Anneliese cessò ogni cura medica e subì 67 esorcismi, della durata di quattro ore ciascuno. In questo periodo Anneliese sosteneva di stare "espiando le colpe di una gioventù ribelle e per l'apostasia dei giovani preti della Chiesa moderna"

Rifiutandosi di mangiare, Anneliese morì nella sua casa nel Giugno del 1976, secondo l'autopsia le cause della morte furono disidratazione malnutrizione.

Più tardi nel 1978 cominciò il processo per la morte della giovane Anneliese. La sentenza decretò che Anneliese Michel non era realmente posseduta, ma era affetta da diverse patologie mentali. L'Arcivescovo che autorizzò l'esorcismo si difese sostenendo che al momento del suo consenso non era a conoscenza delle precarie condizioni di salute della Michel. Secondo quanto riportato dai testimoni della difesa, durante l'esorcismo il dottore che assisteva ai rituali disse ad Anneliese che "non esiste alcun vaccino contro il demonio". La difesa portò a testimonianza della (presunta) reale possessione dei nastri con incise alcune sessioni di esorcismo, dove secondo loro si poteva sentire argomentare i cinque demoni (tra i quali Hitler) che tenevano in pugno Anneliese Michel. 

La difesa sostenne, inutilmente, che alla fine degli esorcismi Anneliese era stata liberata, ma troppo tardi e morì di stenti solo a causa della dura lotta avuta con i demoni.

Gli imputati furono dunque dichiarati colpevoli di omicidio colposo dovuto a negligenza. Furono condannati a sei mesi di carcere, condanna poi sospesa e trasformata in libertà vigilata.

La condanna fu ben più leggera di quanto l'opinione pubblica si aspettasse, ma più pesante di quella paventata dal pubblico ministero che voleva che gli imputati fossero ritenuti si, colpevoli ma non puniti.

Nel 1978 i parenti di Anneliese chiesero la riesumazione del corpo, ufficialmente per cambiare la bara economica dove era stata frettolosamente adagiato il corpo. I genitori furono scoraggiati dall'assistere alla riesumazione del cadavere ma secondo una suora Carmilitana il corpo della giovane risultava perfettamente integro, chiaro segno divino. Al contrario il medico legale riportò che il corpo era in avanzato stato di deterioramento.  

Recentemente, nel 2013 nella casa dove visse Anneliese è scoppiato un incendio. Secondo la compagnia locale dei Vigili del Fuoco si tratta di incendio doloso ma non mancano pareri secondo i quali l'incendio è legato alla possessione demoniaca che ha avuto luogo in quella casa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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