Martedì, 12 Dicembre 2017

Donne che tengono gli uomini per le palle

Clickbait? Assolutamente NO! Ci sono donne che durante il parto tengono il proprio marito per le palle... E di nuovo NO! Non SOLO In senso figurato con i soliti pipponi in stile «Adesso sei padre, devi mettere la testa a posto», ma anche nel senso proprio del termine. Ci sono donne che durante il parto stringono in mano delle corde, dove dall'altro capo ci sono le palle del marito.

Il popolo Huichol, discendente degli antichi Aztechi, pratica ancora oggi un rituale che servirebbe ad alleviare il dolore alla partoriente.  La donna, grazie ad un ingegnoso sistema di cavi (e pulegge, verrebbe da pensare) arriva a strattonare lo scroto di suo marito ogni volta che ha una contrazione.

Ecco come funziona. Mentre la moglie partorisce, il marito si siede su un qualche supporto direttamente sopra di lei con delle corde legate intorno allo scroto. Ogni volta che arriva una fitta del travaglio, lei tira le corde, presumibilmente urlando a suo marito «È tutta colpa tua, fottuto stronzo», così che il suo uomo possa condividere l'esperienza del parto. Alla fine, lei abbraccerà il suo bambino e lui sue nuove palle delle dimensioni di meloni.

Anche se questo tiro alla fune testicolare potrebbe sembrare una tortura, è in realtà fa parte di una lunga tradizione di partecipazione paterna estrema alla gravidanza, nota con il termine "couvade", che deriva dal francese couvée, ossia "covare". Altre forme partecipative prevedono per l'uomo un digiuno di sei mesi (in alcune isole dei Caraibi), a partire dal quinto mese di gravidanza della donna. In alcune parti della Nuova Guinea, gli uomini partecipano con una forma simbolica delle mestruazioni, in cui uno strumento speciale viene inserito nella loro uretra per drenare "sangue cattivo".

Prendendo spunto da questa piacevole pratica, Georg Groddeck, un contemporaneo di Freud, ha sostenuto che la couvade dimostrasse che la "invidia del pene" di Freud è totalmente falsa. Sarebbero quindi gli uomini ad avere l'invidia dell'utero, e della sua capacità di generare la vita. Chissà se Georg invidiasse anche gli sbalzi d'umore legati agli ormoni ed il sanguinamento da cavallo una volta al mese ai quali sono soggette le donne. Dal punto di vista antropologico, dunque, la couvade potrebbe spiegarsi come una sorta di "assunzione della responsabilità paterna", tipica soprattutto delle società matriarcali. 

Comunque, cari futuri papà, per supportare il vostro gravido partner non avete bisogno di farvi strizzare le palle o di infilarvi oggetti appuntiti su per il vostro fratellino. Partecipare alle ecografie e alle varie visite mediche potrebbe già essere sufficiente. 

 

 

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