Giovedì, 21 Settembre 2017

Tassa sui condizionatori? Niente paura, Ecco la verità

Sebbene stia circolando con insistenza la notizia di una "tassa sull'aria condizionata" che costerebbe anche 200 euro a famiglia, in realtà non esiste alcuna tassa e soprattutto non ci sono oneri per le famiglie.

 

 

Più che di tassa si tratta di una direttiva europea del 2014 (nulla quindi da imputare a Renzi, tantomeno trattasi di novità), che impone ai possessori di impianti con potenza dai 12Kw (43000 BTU), quindi se non dovete raffreddare almeno 150 Metri Quadrati, potete dormire sogni tranquilli, e freschi. La direttiva l’istituzione di un libretto per i condizionatori simile a quello già esistente per le caldaie.
 
Questo il testo della direttiva che fa tanto discutere:
 

"Gli Stati membri stabiliscono le misure necessarie affinché le parti accessibili degli impianti di condizionamento d’aria la cui potenza nominale utile è superiore a 12 kW siano periodicamente ispezionate. L’ispezione comprende una valutazione dell’efficienza dell’impianto di condizionamento d’aria e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno di rinfrescamento dell’edificio. La valutazione del dimensionamento non dev’essere ripetuta se nel frattempo non sono state apportate modifiche a tale impianto di condizionamento d’aria o con riguardo al fabbisogno di rinfrescamento dell’edificio.

Nel definire le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, gli Stati membri garantiscono, per quanto economicamente e tecnicamente fattibile, che le ispezioni siano eseguite conformemente alle ispezioni degli impianti di riscaldamento ed altri sistemi tecnici di cui all’articolo 14 della presente direttiva e all’ispezione in materia di perdite di cui al regolamento (CE) n. 842/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, su taluni gas fluorurati ad effetto serra."

 

In sostanza l'Unione Europea vuole assicurarsi che non vi siano perdite di gas pericolosi per l'ambiente, che soltanto impanti di grosse dimensioni possono, se malfunzionanti, possono generare.  

Quanto dichiarato da Federconsumatori è quindi, con ogni probabilità, frutto di equivoco. 
 
“La direttiva in questione paragona i condizionatori agli impianti di riscaldamento, obbligando i proprietari a possedere un libretto di impianto, oltre a introdurre controlli ogni 4 anni dei condizionatori stessi."  
 
Una caladia, un impianto di riscaldamento, è potenzialmente pericoloso in caso di malfunzionamento anche per un singolo nucleo famigliare. Note sono le tragiche morti a causa di esalazione di monossido di carbonio. Mentre, come è stato già detto, per creare forte impatto ambientale in caso di guasti o perdite in un sistema di aria condizionata, c'è bisogno di impanti di una certa potenza. Non si parla di certo di impianti portatili, famigliari o addirittura di quelli delle autovetture.
 
Tags: , , ,

DI TENDENZA:

psfooter

PareStrano.it raccoglie le notizie più strane ed incredibili da tutto il mondo. Seleziona e racconta i fatti accaduti senza naturalmente investigare sul posto.

Seguici Sui Social