Martedì, 24 Aprile 2018

NOTIZIA VERA Russia: ragazza è stata “imbalsamata” da viva per errore

I nostri lettori ci segnalano un caso singolare trattato dai principali organi di stampa italiani. Tra questi troviamo un articolo di TPI News pubblicato ieri, 11 aprile 2018: Russia: ragazza è stata […]

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I nostri lettori ci segnalano un caso singolare trattato dai principali organi di stampa italiani. Tra questi troviamo un articolo di TPI News pubblicato ieri, 11 aprile 2018:

Russia: ragazza è stata “imbalsamata” da viva per errore

La 27enne è morta dopo due giorni di agonia. Le era stato iniettato un fluido usato per imbalsamare i cadaveri

Una ragazza in Russia è stata “imbalsamata” per errore, rivelano le agenzie stampa russe TASS e RT.

Ekaterina Fedyaeva, 27 anni, si era recata per un intervento di routine presso l’ospedale di Ulyanovsk, nel sud est della Russia.

Durante l’operazione, un’infermiera ha per sbaglio iniettato alla ragazza della formalina.

Il composto contiene una sostanza chimica chiamata formaldeide, generalmente usata per imbalsamare i cadaveri.

Subito dopo l’iniezione, la ragazza ha accusato forti dolori addominali. In quel momento, i medici si sono accorti dell’errore e hanno cercato di salvarla.

Il giorno dopo, Fedyaeva è stata trasferita nella clinica regionale, dove è entrata in coma, e successivamente al centro medico federale di Mosca.

Quando i suoi organi hanno iniziato a collassare, è stata attaccata ad una macchina per mantenerla in vita.

Nel centro medico di Mosca i dottori hanno fatto di tutto per salvare la ragazza, ha dichiarato Rashid Abdulov, ministro russo della Salute, della famiglia e del welfare. “Purtroppo non è stato possibile salvarla”.

Giovedì la ragazza è morta.

“Mia figlia è stata uccisa. Quando sono andata a trovarla dopo l’operazione aveva dolori lancinanti e vomitava. Poi ha iniziato a tremare come una foglia, l’ho coperta, ma non era freddo: aveva le convulsioni. Ho chiamato un dottore, ma nessuno veniva a vederla. Sapevano molto bene di averle iniettato veleno in corpo, ma non hanno fatto nulla per aiutarla: mi hanno solo detto di andare a casa. Volevano che tacessi mentre la formaldeide stava erodendo il suo corpo dall’interno”.

“Dopo l’intervento per 14 ore non hanno fatto nulla. Quando sono tornata a parlare con i dottori, loro stavano discutendo del tragico errore, ma nessuno mi ha raccontato cosa era successo. Mi hanno detto che era in coma, che il cuore, i polmoni e il fegato avevano smesso di funzionare ed era attaccata a un polmone artificiale”.

Questo il racconto della madre che stava assistendo la figlia in ospedale.

Al momento è in corso un’indagine preliminare con l’accusa di omicidio per chiarire la dinamica dell’incidente.

Il governo della regione di Ulyanovsk si occuperà delle spese del funerale e fornirà assistenza psicologica ai familiari della ragazza, riferisce il governatore della regione all’agenzia stampa TASS. 

Il ministro della Salute russo ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Fedyaeva, definendola una terribile tragedia.

“Una cosa simile non può accadere di nuovo”, ha dichiarato Abdulov .

L’emittente statunitense CNN ha chiesto a un professore dell’università della California, perché la formalina era presente in sala operatoria.

“La sostanza è utilizzata nelle operazioni chirurgiche per fermare le emorragie e attaccare le cellule tumorali”, spiega il professore.

Anche in questi casi, tuttavia, la formalina può avere degli effetti collaterali, causando abbassamento della pressione, aumento del battito e problemi ai reni, fino a causare la morte.

Nel mondo si effettuano più di 240milioni di operazioni chirurgiche ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Ogni anno milioni di pazienti contraggono delle infezioni durante questo tipo di interventi, secondo quanto riferiscono le autorità nel campo della sanità.

Tuttavia non è possibile effettuare delle stime precise dato che non esiste un registro globale delle cause di malattie e di morti durante gli interventi chirurgici.

TPI News

Today Il Giornale confermano che Ekaterina, secondo quanto racconta la madre, è stata lasciata a se stessa per 14 ore senza essere trasportata in terapia intensiva. Su Corriere leggiamo che l’intervento di routine al quale la ragazza si era sottoposta era una laparoscopia per asportare cisti ovariche e prepararsi a una gravidanza.

I fatti risalgono al 15 marzo.

La formalina è stata iniettata per errore al posto di una semplice soluzione salina. Una volta scoperto l’errore, il personale ha tentato di ovviare drenando la cavità addominale della donna, ma era troppo tardi. Secondo quanto riporta Washington Post, dopo l’intervento Ekaterina si lamentava con la madre: «Mamma, sto morendo» e in quel contempo i suoi organi avevano iniziato a collassare. Giovedì 15 marzo Ekaterina, 27 anni, è deceduta.

Today

Sulla vicenda si è espresso per primo il Ministro della Salute Rashid Abdullov in un tweet pubblicato il 5 aprile e riportato anche dal Washington Post:

La CNN, come indicato da TPI News, ha interpellato il professor Nikolas P. Lemos, Presidente della commissione tossicologia dell’Accademia America delle Scienze Forensi, per conoscere i motivi della presenza di formalina all’interno di una sala operatoria. Egli spiega che la formaldeide può essere applicata per arrestare emorragie o per contrastare cellule tumorali, ma che esiste una vasta letteratura medica sui fenomeni di intossicazione di alcuni pazienti sui quali era stata applicata la sostanza.

La morte di Ekaterina, in ogni caso, resta un errore del personale medico.

The Sun

A rendere nota la vicenda, in primis, sono state le agenzie di stampa russe Tass il 5 aprile e RT il 7 aprile. Tass ci informa che il governo regionale intende farsi carico delle onoranze funebri per la giovane donna, e di offrire tutta l’assistenza necessaria alla famiglia. RT riporta che, secondo il Ministro della Salute, il personale medico «non ha letto il nome sulla bottiglia» prima di procedere alla somministrazione, dunque questa grave mancanza ha cagionato la morte di Ekaterina.

Contro il personale medico, il 26 marzo è stata aperta un’indagine sull’articolo 118 del Codice Penale – sull’Assistenza Sanitaria – e il 6 aprile sull’articolo 109, che punisce la negligenza dovuta alle prestazioni improprie delle funzioni professionali.

Il medico capo Vladimir Dyomin è stato licenziato e con lui tutto il personale medico presente durante l’intervento fatale. Tutti i dati clinici e i materiali utili a far maggiore luce sulla vicenda – scrive l’agenzia Tass – sono stati trasferiti presso il Dipartimento Investigativo della Federazione Russa per la regione di Ul’janovsk.

La notizia, dunque, è vera.

Tristemente.

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