Martedì, 24 Aprile 2018

ANALISI IN CORSO Il video del cecchino israeliano, le versioni contrastanti

Una notizia pubblicata in questi giorni dai principali media d’informazione italiani ha sollevato un importante dibattito tra gli utenti della rete. Si tratta di un video in cui si vedono alcuni […]

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Una notizia pubblicata in questi giorni dai principali media d’informazione italiani ha sollevato un importante dibattito tra gli utenti della rete. Si tratta di un video in cui si vedono alcuni uomini al centro di un obiettivo, uno dei quali cade a terra dopo essere stato colpito. Le testate italiane lo descrivono come il video di un cecchino israeliano che spara a un palestinese disarmato, con manifestazioni di giubilo da parte dei commilitoni.

Repubblica, ad esempio, lo riporta con il titolo “Gaza, cecchino israeliano spara a palestinese. I soldati esultano: “Wow, che video!””:

Nell’articolo scrive:

Un video amatoriale mostra un cecchino israeliano che spara a un palestinese disarmato nella Striscia di Gaza. Nel filmato, ripreso attraverso il mirino del fucile di precisione di un commilitone, si vede l’uomo avvicinarsi alla barriera che separa l’enclave dallo Stato ebraico. Poi il comandante dà l’ordine di aprire il fuoco e il cecchino aspetta per la presenza di un bambino. Infine spara il colpo e il palestinese, ferito alla gamba, si accascia a terra. Seguono le grida di giubilo dei soldati: “Wow, che video!”, “qualcuno è stato colpito in testa”, “un video leggendario”, “è volato in aria”. L’esercito ha confermato l’autenticità del video e ha aperto un’inchiesta precisando che il filmato risale al 22 dicembre.

Nel contempo, tutte le altre testate titolano:

Il 22 dicembre 2017, infatti, le truppe dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) si trovavano a fronteggiare un gruppo di manifestanti nei pressi del kibbutz di Kissufim, a pochi metri dalla Striscia di Gaza. Secondo il portavoce dell’IDF, la manifestazione dei palestinesi procedeva «con lanci di pietre, bastoni e tentativi di valicare il confine». A questo punto, gli uomini dell’IDF intimavano ai manifestanti di retrocedere.

Su Informazione Corretta leggiamo:

A quel punto, «dopo aver tentato di disperdere i rivoltosi, un colpo è stato tirato in direzione di un palestinese noto per essere il loro leader», spiega l’esercito israeliano. L’episodio non avrebbe ottenuto gli onori della cronaca se non fosse stato ripreso con una telecamera e successivamente diffuso sul web da un commilitone del tiratore scelto, suscitando furiose polemiche. Nel video si vede un uomo palestinese, oltre la barriera di separazione, che si accascia a terra in seguito a uno sparo, nell’esultanza dei militari: «L’hai filmato? Che video! Qualcuno è stato colpito alla testa», dicono alcune voci fuori-camera, aggiungendo: «Evvai! Figlio di…».

Si è espresso sulla vicenda anche il Ministro alla Difesa Avigdor Liberman, che ha lodato il militare che ha sparato il colpo ma condannato chi ha effettuato le riprese. Si legge, inoltre, che l’IDF ha confermato l’autenticità del video proprio alle 15 di oggi 11 aprile, ma che intende procedere contro l’autore delle riprese, perché risulta addirittura non appartenere alla squadra che eseguiva gli ordini nel giorno degli scontri.

Tuttavia, in Italia, si è sollevata una consistente risposta degli utenti alla letteratura dei media italiani di questi giorni. I nostri lettori ci hanno segnalato alcuni post.

Un utente scrive:

La storia del “video-shock” del “cecchino israeliano” è tutt’altra rispetto a quella raccontata dai media ieri e oggi. Quei soldati erano a difesa del kibbutz di Kissufim, adiacente al confine con Gaza. Lì non soltanto nel 2014 era già stato scoperto un tunnel di Hamas che entrava nei giardini degli israeliani. Lo scorso ottobre, pochi giorni prima dei fatti di quel video, 7 terroristi palestinesi erano stati uccisi da Israele in un tunnel che portava vicino a Kissufim. Si tratta di un’area che ha subito molti attentati e infiltrazioni terroristiche. Il giorno del video ci fu una sommossa palestinese violenta, durata almeno due ore, con lanci di sassi e tentativi di rompere e varcare la barriera di sicurezza. I soldati israeliani cercarono di disperdere gli scontri con richiami verbali, sparando in aria e usando mezzi antisommossa. Una sola singola pallottola venne sparata contro il palestinese del video arrivato a pochi metri dalla recinzione, uno dei capi della sommossa. Venne ferito a una gamba, contrariamente all’idea diffusa ieri e oggi dai media. L’impressione e la morale passata è invece quella di un colpo gratuito mortale e sadico. I soldati agirono invece secondo le regole di ingaggio. È il video a essere sbagliato. Ma non ho mai visto i giornali che ieri aprivano su questo filmato informare l’opinione pubblica sulle grida di gioia dei terroristi palestinesi dopo l’uccisione di israeliani, i dolci per strada, le vie di Ramallah intitolate agli stragisti e agli assassini di donne e bambini. Vergogna.

In risposta, ancora, troviamo:

Dopo un’accurata e veloce indagine la storia non è assolutamente come è stata raccontata dai giornali italiani:
1- Il video riprende gli ultimi istanti di una manifestazione violenta a Kissufim , posto del primo Tunnel dal quale uscirono dei terroristi e luogo molto caldo per le manifestazioni che tentano di abbattere il recinto di confine tra Gaza e i villaggi Israeliani che sono a poche centinaia di metri dalla parte opposta. Il video risale a 4 mesi fa e nulla ha a che vedere con ciò che accade nelle “Marce del Ritorno”;
2- Chi ha fatto il video di qualche secondo (ultimi istanti di una manifestazione iniziata ben due ore prima), è un soldato che non c’entra nulla con l’azione militare che ha portato allo sparo e le voci in video sono quelle di soldati di un’unità che così si esprimono: “che video che sei riuscito a riprendere!” ( tutti o quasi per queste espressioni hanno esecrato il video, anche il Ministro della Difesa);
3- Il palestinese colpito da un proiettile alla gamba, quindi ferito , era stato avvisato prima con altoparlanti e poi con uno sparo in aria di allontanarsi dal confine ma essendo il “leader” del gruppo di manifestanti ha continuato a portare in avanti il gruppo incurante degli avvertimenti;
4- Lo sparo che ha ferito il palestinese è stato tirato da un’unità preposta alla difesa del confine, parecchio lontana da chi invece ha fatto il video;
5- la manifestazione è cominciata ben due ore prima dell’epilogo che si vede nel video.

Esiste, dunque, un certo contrasto tra la versione riportata dai giornali italiani e le contestazioni degli utenti, che offrono una visione più dettagliata e approfondita dei fatti. Nell’attesa che le testate italiane forniscano nuove informazioni consideriamo la nostra analisi ancora in corso.

Saremo lieti di aggiornarvi in un prossimo articolo.

 

 

 

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