Martedì, 24 Aprile 2018

BUFALA Il sindaco di Firenze dona 20.000 euro alla vedova del nigeriano ucciso

Il nostro titolo è volutamente troncato per ragioni di indicizzazione, ma rompendo gli indugi vi riportiamo un post pubblicato nelle ultime ore su Facebook e già promotore di una greve campagna di benaltrismo: I riferimenti sono ben due: il primo rimanda all’omicidio di Idy Diene, ucciso il 5...

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Il nostro titolo è volutamente troncato per ragioni di indicizzazione, ma rompendo gli indugi vi riportiamo un post pubblicato nelle ultime ore su Facebook e già promotore di una greve campagna di benaltrismo:

I riferimenti sono ben due: il primo rimanda all’omicidio di Idy Diene, ucciso il 5 marzo da Matteo Pirrone a Firenze; il secondo è un chiaro riferimento alla tragedia di Pamela Mastropietro. La tendenza dei viralizzatori è quella di estrarre dal cilindro quest’ultimo caso e utilizzarlo, arbitrariamente, per la loro captatio malevolentiae, come metro di paragone.

In questo caso, un post del genere vuole comunicare che il sindaco di Firenze Dario Nardella intenda donare una cifra pari a 20.000 euro alla vedova di Diene. La notizia non ha riscontro: la vicenda si pone in maniera ben diversa:

In un post pubblicato il 9 marzo 2018 sulla pagina Facebook ufficiale, Nardella scrive:

Tutti i fiorentini sono molto provati dall’intensità di queste giornate. 
La morte di Idy è stato un fatto atroce che ci ha sconvolto e ci ha riportato alla mente ricordi tristissimi di qualche anno fa. Le indagini stanno facendo il loro corso e sono certo che la procura e gli inquirenti stiano lavorando col massimo scrupolo per ricostruire la dinamica del fatto.
Come sindaco a capo di questa straordinaria comunità, esco anche io provato, abituato come sempre a metterci la faccia e caricare sulle spalle i problemi, i dolori, le aspettative di tutti.

Il giorno della morte di Idy, in una conferenza stampa convocata alle ore 16.30 a Palazzo Vecchio, ho condannato senza mezzi termini quello che è stato un atto criminale e, subito dopo, ho ricevuto una delegazione della comunità senegalese in cerca di risposte e di conforto, alla quale abbiamo espresso il nostro cordoglio. 
Mentre la delegazione si confrontava con noi in modo costruttivo e disponibile, fuori in città alcuni manifestanti danneggiavano arredi cittadini, scooter e recinzioni dei cantieri della stazione. Una violenza gratuita, condannata sia da me che dagli amici senegalesi.

Il giorno successivo ho accolto volentieri l’invito a recarmi sul ponte Vespucci, per unirmi al dolore e per aiutare un dialogo che mai si era interrotto tra Firenze e la comunità senegalese. Alcuni infiltrati sono riusciti a rovinare anche quell’occasione, con insulti, spintoni, perfino sputi. Erano elementi dei centri sociali e solo alcuni senegalesi. La maggior parte, anche in quel frangente, ha invece mostrato il vero carattere scusandosi e mostrandosi dispiaciuta per essere stata inconsapevole strumento nelle mani di chi non ha alcun interesse per Idy, ma usa l’odio per fare guerriglia politica.

Ieri ci siamo ritrovati tutti insieme con l’ambasciatore del Senegal e ancora una volta abbiamo detto sì al cordoglio unanime, al rispetto degli altri, alla giustizia, no all’odio, al razzismo, alla violenza e all’intolleranza di qualunque natura esse siano, verbale o fisica.
Le solite polemiche, insinuazioni, accuse sono solo un lontano rumore di sottofondo che non copre il senso di umanità della nostra comunità fiorentina che è più forte di ogni altra cosa. I nostri amici senegalesi lo sanno bene. 
Con loro abbiamo pensato di organizzare a Palazzo Vecchio un evento pubblico di cordoglio, con tutta la città, alla presenza del Cardinale, del Rabbino e dell’Imam. Ognuno si esprimerà secondo la propria cultura e il proprio credo, ma l’importante sarà condividere uno stesso pensiero di pace e fratellanza.

Il Comune di Firenze si è reso disponibile a farsi carico delle spese per il rimpatrio della salma. Siamo in contatto con la comunità e con i familiari di Idy ai quali proponiamo di organizzare una cerimonia funebre anche a Firenze, la città che era diventata la sua casa, prima di portarlo in Senegal. 
In questo modo sarà possibile per l’Amministrazione comunale proclamare per quel giorno il lutto cittadino. In ogni caso Firenze dimostrerà ancora una volta di cosa è capace, organizzando qualcosa di straordinario in memoria di Idy e per condannare ogni forma di violenza e di odio.

Alla manifestazione indetta per domani dalla comunità senegalese aperta alla città tutti saremo chiamati a una ennesima prova di dialogo e unità.
Nessuno usi Firenze per giustificare e alimentare insulti e contrapposizioni.

Abbiamo evidenziato in rosso la parte che maggiormente interessa la nostra analisi: il Comune si farà carico delle spese per il rimpatrio della salma. Nessuna fonte parla di 20.000 euro destinati alla moglie di Diene. Ne parla solo il post, che di certo non è una fonte in quanto non riporta riscontri né riferimenti ufficiali.

Sensibilizzare sulle tragedie è qualcosa di diverso. In questo caso si parla di speculare, e non è un riferimento agli specchi, ai quali dovrebbero più volte rivolgersi coloro che contribuiscono alla disinformazione sui social.

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