Martedì, 12 Dicembre 2017

NOTIZIA VERA Ragazza pronta a compiere attentato terrorista a Milano, espulsa d’urgenza dall’Italia

Ci segnalano un articolo pubblicato il 13 novembre 2017 su Milano Today: Ragazza pronta a compiere attentato terrorista a Milano, espulsa Un’egiziana di 22 anni, incensurata e residente a Milano, è stata espulsa per terrorismo. La ragazza aveva intrapreso, da alcuni mesi, un percorso di radicalizzazione e più volte aveva manifestato l’intenzione di recarsi nei territori controllati […]

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Ci segnalano un articolo pubblicato il 13 novembre 2017 su Milano Today:

Ragazza pronta a compiere attentato terrorista a Milano, espulsa

Un’egiziana di 22 anni, incensurata e residente a Milano, è stata espulsa per terrorismo. La ragazza aveva intrapreso, da alcuni mesi, un percorso di radicalizzazione e più volte aveva manifestato l’intenzione di recarsi nei territori controllati dall’Isis per fornire il suo contributo alla jihad. Nata a Giza nel 1995, la giovane (Fatma Ashraf Shawky Fahmy) risiedeva nel quartiere Gratosoglio con i genitori e tre fratelli minori.

Gli agenti della Digos avevano appreso la notizia che la giovane si stava avvicinando all’Islam radicale. In particolare la 22enne, nota in rete come Umm-Jlaybib, era in contatto con Abdallah Hasanayn Al-Najjar, presunto membro dello stato islamico del levante, a cui aveva chiesto di organizzarle il viaggio nelle terre di conflitto attraverso la Turchia.

Tuttavia l’organizzazione del viaggio si era rivelata più difficile del previsto: per questo, Fatma aveva cambiato idea e si era dichiarata disposta a compiere un attentato suicida in Italia: secondo gli investigatori stava aspettando un “via libera” dall’Isis per procedere in questo senso.

Gli investigatori della Digos hanno quindi stretto il cerchio ottenendo l’autorizzazione alle intercettazioni e hanno compreso che Fatma spendeva tutto o quasi il suo tempo navigando in internet, limitando al massimo i rapporti perfino con i suoi familiari e con contatti unicamente con una sua vicina di casa. La ragazza, che nel 2013, quando era arrivata in Italia, era “occidentalizzata” nel modo di vivere e di vestire, recentemente invece indossava il niqab, il velo integrale che lascia una piccola fessura solo per gli occhi.

Gli agenti si sono recati a casa della 22enne per effettuare una perquisizione ed interrogare la ragazza. Lei ha subito ammesso di avere avuto effettivamente l’intenzione di recarsi in Siria e, dopo un lungo mutismo, anche di aver avuto contatti (via internet) con esponenti dell’Isis. Nel suo tablet sono state recuperate conversazioni su Telegram con alcuni operativi dell’Isis, stanziati in Siria, a cui la donna aveva mostarto la propria disponibilità a compiere un’azione terroristica in Italia, non ricevendo autorizzazioni a farlo né tantomeno indicazioni pratiche.

Molte invece le conversazioni relative all’organizzazione di un viaggio in Siria, compreso l’invio delle fototessere e dei propri documenti d’identità per predisporre i documenti. Il decreto di espulsione è stato emesso dal Ministero dell’Interno e la sua esecuzione immediata è stata disposta dal questore di Milano, Marcello Cardona.

Il Corriere

La notizia è riportata sulle principali testate nazionali. Fatma Ashraf Shawky Fahmy, egiziana originaria di Giza, viva a Milano dal 2013 e negli ultimi 10 mesi era entrata in un delirio estremista, circostanza confermata dai contatti con Abdallah Hasanayn Al-Najjar, uomo dell’Isis al quale chiedeva di organizzarle un viaggio in Siria per unirsi al Califfato. Fatma aveva già fornito documenti e fototessera per ottenere una falsa identità, ma non aveva ottenuto risposta. Aveva dunque rilanciato offrendosi per diventare kamikaze sul territorio italiano comunicando coi vertici dell’Isis su Telegram, ma la risposta era stata: «Potrai fare qualcosa soltanto quando avrai la nostra autorizzazione» (Corriere della Sera). Il Corriere aggiunge che la ragazza era stata indicata alla Digos da parte di una forza di polizia straniera, e gli agenti la sorvegliavano nei pressi del suo appartamento. In rete si chiamava Umm Julaybib (letteralmente Mamma di Julaybib, martire e compagno di Maometto).

Al di là dei famigliari – totalmente estranei all’Isis – e una vicina di casa, l’utenza telefonica di Fatma non dà riscontro di altri contatti. Piuttosto trascorreva il tempo navigando sui siti dedicati (Repubblica). Alle prime comunicazioni – intercettate dalle forze di intelligence – in cui si palesava la sua intenzione di organizzare un attentato terroristico, la Digos ha deciso di intervenire. La ragazza, in un primo tempo, si è chiusa nella reticenza (Il Fatto Quotidiano) per poi confessare di aver avuto dei contatti virtuali sui quali, però, non ha fornito dati precisi.

Il decreto di espulsione è stato firmato dal Ministro dell’Interno Marco Minniti. La notizia è riportata anche da Adnkronos.

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