Lunedì, 11 Dicembre 2017

DISINFORMAZIONE Pilastro staccato dal viadotto Sente

In queste ore è comparsa una foto allarmante su Facebook, riguardante un pilone staccato del viadotto Sente, uno dei ponti della Trignina (Isernia, Molise): Il post su Facebook, pubblicato da un utente privato di cui non riportiamo le generalità sul proprio profilo, aveva come discalia: “Questa mattina sono stato a fare un sopralluogo e delle […]

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In queste ore è comparsa una foto allarmante su Facebook, riguardante un pilone staccato del viadotto Sente, uno dei ponti della Trignina (Isernia, Molise):

Il post su Facebook, pubblicato da un utente privato di cui non riportiamo le generalità sul proprio profilo, aveva come discalia:

“Questa mattina sono stato a fare un sopralluogo e delle foto con un telescopio da sotto il Viadotto. Quello che vedete credo proprio che non rientri nella normalità. Un pilastro che sostiene il ponte Sente Longo, a ridosso tra Abruzzo e Molise, è completamente staccato. Ragazzi qui parliamo del secondo ponte più alto d’Italia, parliamo di un’opera gigantesca che tiene uniti due territori e sul quale transitano decine e decine di bimbi ogni giorno. I giunti del ponte sono saltati, e ci dicono che è tutto ok. Che cosa si sta aspettando per prendere immediatamente provvedimenti?
Il responsabile della viabilità della Provincia di Isernia la mette la firma per certificare che è tutto ok e che il ponte è tranquillamente transitabile?
Le istituzioni locali cosa stanno facendo?
La Provincia cosa sta facendo?
L’assessore regionale Nagni cosa sta facendo?
Non c’è più tempo da perdere!”.

Il fatto è stato ripreso anche da testate locali, come Il Quotidiano del Molise e Futuro Molise, che però hanno cancellato il loro articolo (abbiamo archiviato le copie cache).

Eco Alto Molise, poche ore dopo, pubblica «Pilastro staccato dal viadotto Sente: rischio chiusura, ma è solo una bufala su Facebook» (archive.is):

BELMONTE DEL SANNIO – Viadotto Sente a rischio chiusura, ma è solo una bufala su Facebook.

Le foto postate sul social, senza le opportune verifiche, scatenano il panico. L’assessore Mastrostefano: «Con Facebook sono tutti giornalisti, ma bisogna informarsi prima di procurare un allarme».

L’immagine, postata in rete da qualcuno e condivisa decine e decine di volte, rischia di diventare virale: uno dei pilastri che sostengono parte del viadotto Sente completamente staccato, ha perso aderenza con la parte superiore.

Questo raccontano le immagini e giù a condividere e commentare lanciando l’allarme.

Fin qui i social, poi il giornalismo che è ben altra cosa ha fatto il suo lavoro di verifica e, sostenuti anche dalle parole dell’assessore comunale di Belmonte del Sannio, Dalio Mastrostefano, possiamo affermare che non c’è nessun allarme concreto e reale, nessun rischio crollo o rischio chiusura per l’importante struttura viaria che collega l’Alto Molise con l’Alto Vastese.

«Il problema di Facebook è che tutti si sentono tutti giornalisti, ma non è affatto così. – commenta ironico l’assessore di Belmonte – Insieme ad un giornalista della redazione dell’Eco, un professionista vero con tanto di tesserino dell’Ordine, sono stato sul posto per un sopralluogo. Effettivamente il pilastro non tocca, è completamente scollato dalla struttura superiore, cioè dal ponte, ma non si tratta di strutture portanti, bensì di manufatti di servizio che servirono all’epoca per utilizzare il carroponte e posare il resto del viadotto. Quel pilastro non sostiene nulla, potrebbe anche essere abbattuto. Nessun pericolo dunque, nessun rischio crolli o di chiusura del ponte per motivi di sicurezza. Ho verificato in Provincia e anche in Regione per vie brevi e mi hanno confermato che si tratta di strutture di servizio che nulla hanno a che fare con la tenuta statica dell’intero ponte. Prima di lanciare allarmi ingiustificati su Facebook, prima di creare allarmismi, – chiude l’assessore – sarebbe opportuno fare delle verifiche e soprattutto lasciare l’informazione ai professionisti, cioè ai giornalisti veri. Resta inteso che continueremo a chiedere a Provincia e Regione di monitorare l’imponente struttura per garantire il transito in perfetta sicurezza».

Sempre Eco Alto Molise aggiorna poi la vicenda in «Pilastri staccati dal viadotto Sente, la Provincia annuncia querele: «Procurato allarme»» (archive.is):

RICEVIAMO da Mike Matticoli consigliere delegato alle infrastrutture della Provincia di Isernia e pubblichiamo:

In Molise il clima da campagna elettorale è già rovente e ciò è anche comprensibile visto che mancano solo pochi mesi all’importante appuntamento. Duole però dover constatare che molti, candidati in pectore o solo aspiranti candidati, in assoluta assenza di programmi e proposte, ed assolutamente a digiuno di ogni nozione e/o informazione, al sol fine di attrarre attenzione sulla propria persona, cercano di gettare fango su chi, con sacrificio ed abnegazione, ed a titolo completamente gratuito amministra nel periodo peggiore dal dopoguerra in poi.
Infatti, in queste settimane gente che evidentemente ignora cosa significhi amministrare un Ente, cerca di screditare l’operato di chi amministra, e lo fa nel peggiore dei modi, cercando di generare allarme e paura nella popolazione, è il caso di qualche personaggio che, in rete, diffonde notizie false e tendenziose sulla situazione del viadotto Sente, pertanto corre l’obbligo di precisare quanto segue:
In primo luogo si precisa come le immagini dei pilastri staccati del ponte mandate in rete da certi personaggi siano del tutto false, i pilastri in questione furono utilizzati solo in fase di costruzione dell’opera per sorreggere il carroponte e non hanno mai avuto alcuna funzione rispetto al viadotto. Quando l’opera fu completata infatti i pilastri in parola potevano essere demoliti ma l’ANAS decise di non farlo, probabilmente per non sostenere i costi di abbattimento e smaltimento. Fatta questa prima importante precisazione, atteso che la condotta tenuta da chi ha diffuso tali notizie ed ha mandato in rete i filmati e le foto dei detti pilastri, sostenendo che gli stessi sarebbero staccati dal viadotto, ingenerando nella popolazione la paura di un imminente disastro, appare quella prevista e punita dal codice penale come reato di procurato allarme, l’amministrazione provinciale provvederà a sporgere querela, affinché l’autorità giudiziaria competente possa valutare eventuali ipotesi di reato in capo ai responsabili di tali false notizie.
Si precisa inoltre che non vi è alcun rimbalzo di responsabilità né scaricabarili:
con ANAS né con Provincia di Chieti, il ponte in parola, così come tutta la SP Istonia, fino al confine di regione è di competenza della Provincia di Isernia, anche per la parte del ponte ricadente nella Provincia di Chieti, atteso che il confine di regione è costituito appunto dal fiume Sente. L’intera arteria – ancora incompleta, nel 2001 in attuazione DPCM 21/02/2000 e per gli affetti del D.L.gs n.112/98 venne trasferita dall’ANAS alla Regione Molise che, a sua volta non avendo strade regionali, ne trasferì la gestione alla Provincia, con una inizialmente consistente dotazione finanziaria per la manutenzione, che si è ridotta man mano negli anni fino ad azzerarsi completamente. Il viadotto, così come ogni strada provinciale molisana e italiana risulta carente di manutenzione a causa delle ristrettezze imposte dal Governo centrale alle province, ma ciò non significa che l’ente e chi lo amministra siano inerti di fronte al problema. Già nel mese di febbraio dell’anno 2006 nel corso di una visita di ispezione del manufatto venne notato un giunto sul terzo/quarto impalcato difforme. Fatti i dovuti rilievi ed indagini non solo a quota ma anche in fondazione emerse una leggera rotazione del terzo pilastro in c.a. del viadotto minore in calcestruzzo. Ingegneri e geologi esperti all’uopo contattati attribuirono la probabile causa ad un assestamento della fondazione a pozzo, la fessura del giunto ultimamente appare più accentuata solo per via delle dilatazioni e della usura della gomma rimasta e non a causa di ulteriori spostamenti/rotazioni del pilastro o dell’impalcato. La situazione del ponte, così come di tutta la rete viaria, è in continuo monitoraggio da parte della struttura tecnica dell’ente di via Berta e, in caso di variazione dei dati monitorati saranno presi tutti gli opportuni provvedimenti, anche drastici se necessario.
L’amministrazione provinciale sta cercando di trovare soluzioni definitive e, nelle scorse settimane, sono stati presi contatti con il Ministero delle Infrastrutture e si sta dialogando direttamente con il viceministro Nencini al fine di individuare una soluzione definitiva al problema.
Chiacchierare è arte facile, amministrare è ben altra cosa, così come fare una campagna elettorale corretta e basata sui programmi e non sulle chiacchiere.

Il Consigliere delegato alle infrastrutture Mike Matticoli

Lo stesso utente ha poi, nella tarda serata di ieri e sempre tramite Facebook, pubblicato un aggiornamento sulla vicenda:

VIADOTTO SENTE LONGO, facciamo chiarezza.
A seguito di questo servizio del tgr, in tanti si sono preoccupati, compreso il sottoscritto. Quegli spazi aperti sui giunti del Ponte Sente Longo a 185 metri di altezza non sono certo una cosa confortante per chi – come me – quel viadotto lo percorre regolarmente. A seguito del servizio del TG ho fatto varie “denunce” a mezzo web sull’argomento e sono stato per ben due volte, sia sopra che sotto il ponte.
Tra le altre cose che ho segnalato oggi, c’era il distaccamento di un pilone dal ponte, un fatto terrificante alla vista che mi ha posto subito in massima allerta dati i problemi già riscontrati sul viadotto. In realtà il pilone fotografato viene definito “pilone di servizio” ovvero serve durante la costruzione del viadotto, aspetto che ho appurato anche a seguito di un colloquio con 2 ingegneri. Quindi nessun pericolo può derivare dal distaccamento di quel pilone.
Questo però non deve farci distrarre dal generale stato di degrado e dall’evidente problema dei giunti e della rotazione di un altro pilone (questo sì portante), come questo stesso servizio sottolinea. Un problema che esiste e deve essere risolto. Se qualcuno si è sentito turbato dal mio post (poi giustamente rimosso) chiedo scusa. Sapete com’è, in un mondo di infallibili, chiedere scusa è un atto rivoluzionario.

Il servizio del Tgr Rai Molise «Viaggiare sospesi nel vuoto» risale al 26 settembre 2017, quindi pochi giorni fa, ed è disponibile a questo link:

 

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